GARA PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI RACCOLTA E TRASPORTO RIFIUTI SOLIDI URBANI, RACCOLTA DIFFERENZIATA, SPAZZAMENTO STRADALE E SERVIZI CONNESSI - AGGIUDICAZIONE PROVVISORIA Navetta gratuita Formale-Scuole Colle dei Frati
SERVIZIO TRASPORTO PUBBLICO LOCALE (TPL)
NAVETTA GRATUITA -LINEA 3- Denominata “Scuole”
AVVISO PUBBLICO
Si avvisa la popolazione che al fine di sopperire alla mancanza di parcheggi presso gli edifici scolastici di Colle dei frati si provvederà, a partire da Lunedi 5 Settembre, a collegare i medesimi plessi con il parcheggio di Via valle del Formale (area mercato) con il servizio di TPL con i percorsi ed orari sottoindicati:
Pianeta Famiglia: Convegno affido condiviso e sinergie professionali
Clicca qui per scaricare
Invito convegno Affido 29 9 2011
Servizio di ristorazione scolastica - Domanda di ammissione al servizio per l'anno scolastico 2011/2012 Annunci vari
•Graduatoria canone di locazione annualità 2010
•Gara per l'appalto del servizio di assistenza educativo culturale (aec) per alunni diversamente abili frequentanti la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado. A.S. 2011/2012
•Definizione agevolata dei Tributi Locali
•Affidamento servizio di refezione scolastica scuole infanzia, primarie e secondarie di primo grado site nel Comune di Zagarolo
•Delibera di C.C. n° 20 del 09/06/2011 – approvazione programma integrato per interventi diriqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale in Viale Ungheria proposto dalla Tirreno Societa’ Cooperativa edilizia.
•Servizio di vigilanza prescolastica per gli alunni frequentanti le classi dell'infanzia, della primaria e della secondaria di I° grado
•Verbale della commissione per l'individuazione dei soggetti a cui concedere il suolo pubblico per la realizzazione di chioschi
•Al via i lavori per la riqualificazione del centro storico
•Riapertura parco giochi di Valle Martella
domenica 25 settembre 2011
venerdì 23 settembre 2011
UNA STUPENDA LETTERA DI UN PADRE AL FIGLIO.
Se un giorno mi vedrai vecchio: se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi … abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo. Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose … non mi interrompere … ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finche’ non ti addormentavi. Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare … ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perche’ non volevi fare il bagno. Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc; quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso … dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire ….. la cosa piu’ importante non e’ quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti li che mi ascolti. Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi. Quando dico che vorrei essere morto … non arrabbiarti un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo. Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive. Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un po’ della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te. Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l’immenso amore che ho sempre avuto per te. Ti amo figlio mio.
Cav Mario Procaccini
Cav Mario Procaccini
giovedì 22 settembre 2011
GRAZIE : LA PICCOLA ERIKA E' STATA RITROVATA:
E' stata ritrovata nel quartiere San Lorenzo di Roma la dodicenne scomparsa il 20 settembre da un centro della provincia.«Erika è stata riconosciuta da una volante della polizia - dice un amico di famiglia - ora si trova in commissariato a San Lorenzo». La madre, che ha comunicato la notizia al programma, aveva lanciato un drammatico appello nella puntata di ieri di "Chi l'ha visto?", mobilitando gli spettatori della capitale nelle ricerche. "SOSTENITORI DELLE FORZE DELL'ORDINE" RINGRAZIA TUTTI COLORO CHE SI SONO ADOPERATI NELLE RICERCHE DI ERIKA. UN ABBRACCIO A TE, PICCOLA ERIKA, STAI SERENA E PARLA CON LA TUA FAMIGLIA.
mercoledì 21 settembre 2011
RICHIESTA DI AIUTO X ERIKA:
Giovanni Luciani
Erika Novellino
Sesso:F
Età:12 (al momento della scomparsa)
Statura:165
... Occhi:castani
Capelli:castani
Abbigliamento:Felpa nera con bordi verdi, maglietta viola, jeans chiari, scarpe da ginnastica. Sembra mancare anche lo zaino marca di scuola, "Monella Vagabonda",nel quale ci dovrebbero essere i libri
Segni particolari:Porta occhiali da vista
Scomparso da:Località Valle Martella, Zagarolo (Roma)
Data della scomparsa:20/09/2011
Data pubblicazione:21/09/2011
Erika Novellino. 12 anni, il 20 settembre non è andata a scuola ed è rimasta a casa del padre a Zagarolo (Roma), dicendo una scusa alla nonna che l'ha vista alle 10:30. Alle 15:30 la sorellina ha detto al dice al padre che lei era andata a casa si un’amica a studiare. Alle 17 circa il padre ha scoperto che Erika non era dall’amica. Gli inquirenti ritengono che la bambina il 21 settembre sera si trovasse nella zona della stazione Termini di Roma. I genitori tempo fa avevano vietato a Erika di navigare su Internet.
Erika Novellino
Sesso:F
Età:12 (al momento della scomparsa)
Statura:165
... Occhi:castani
Capelli:castani
Abbigliamento:Felpa nera con bordi verdi, maglietta viola, jeans chiari, scarpe da ginnastica. Sembra mancare anche lo zaino marca di scuola, "Monella Vagabonda",nel quale ci dovrebbero essere i libri
Segni particolari:Porta occhiali da vista
Scomparso da:Località Valle Martella, Zagarolo (Roma)
Data della scomparsa:20/09/2011
Data pubblicazione:21/09/2011
Erika Novellino. 12 anni, il 20 settembre non è andata a scuola ed è rimasta a casa del padre a Zagarolo (Roma), dicendo una scusa alla nonna che l'ha vista alle 10:30. Alle 15:30 la sorellina ha detto al dice al padre che lei era andata a casa si un’amica a studiare. Alle 17 circa il padre ha scoperto che Erika non era dall’amica. Gli inquirenti ritengono che la bambina il 21 settembre sera si trovasse nella zona della stazione Termini di Roma. I genitori tempo fa avevano vietato a Erika di navigare su Internet.
domenica 18 settembre 2011
Truffe al cimitero
Truffe al cimitero: coinvolti dirigenti, dipendenti e imprenditori. 54 le persone raggirate per un totale di 2 mln di euroDomenica 18 Settembre 2011PUBBLICITÀ
CRONACA | Caserta - Nella mattinata odierna i carabinieri della stazione di Caserta, al termine di complessa ed articolata attività investigativa, hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari e contestuale informazione di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria C.V. a carico di 18 persone colpevoli a vario titolo dei reati di truffa aggravata in concorso, concorso in falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, concorso in invasione di terreni o edifici, concorso in abuso d'ufficio, sostituzione di persona e falsità in scrittura privata, ricettazione in concorso, concorso in falsità materiale commessa dal privato, calunnia, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
Inoltre per gli stessi fatti in data 31.05.2011 il tribunale di Santa Maria C.V. aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare ai danni di Ferraro Michele (geometra del comune di Caserta), mai notificata poiché deceduto in data 29.05.2011.l'attività di indagine partiva alla fine del 2009 da due querele presentate presso la dipendente stazione di Caserta da parte di due soggetti i quali credevano di aver acquistato un suolo nel cimitero di Caserta sul quale erigere una cappella gentilizia ma in realtà si accorgevano che su tale suolo veniva eretta altra cappella a nome di altra personale successive indagini dei carabinieri facevano emergere un sistema di truffe e falsi, del quale facevano parte dirigenti e dipendenti del comune di Caserta ed imprenditori edili del capoluogo, i quali, approfittando di un carente sistema di controllo nell'ambito cimiteriale, ponevano in essere tendenzialmente due fattispecie criminose: formare falsa documentazione amministrativa per concedere suoli cimiteriali a persone amiche che non ne avevano diritto; formare falsa documentazione amministrativa per truffare vari soggetti i quali (trovandosi a fronteggiare spesso l'improvvisa scomparsa di un congiunto) elargivano ingenti somme di denaro (tra i 25.000 ed i 40.000 euro) ottenendo la determina di assegnazione di un suolo cimiteriale o la cessione di una cappella già in costruzione per poi scoprire che in realtà tali suoli o cappelle erano di altre persone. Le vittime accertate di tali condotte allo stato attuale sono 54 per un volume di affari di circa 2 milioni di euro. Fonte : comunicato stampa
CRONACA | Caserta - Nella mattinata odierna i carabinieri della stazione di Caserta, al termine di complessa ed articolata attività investigativa, hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari e contestuale informazione di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria C.V. a carico di 18 persone colpevoli a vario titolo dei reati di truffa aggravata in concorso, concorso in falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, concorso in invasione di terreni o edifici, concorso in abuso d'ufficio, sostituzione di persona e falsità in scrittura privata, ricettazione in concorso, concorso in falsità materiale commessa dal privato, calunnia, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
Inoltre per gli stessi fatti in data 31.05.2011 il tribunale di Santa Maria C.V. aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare ai danni di Ferraro Michele (geometra del comune di Caserta), mai notificata poiché deceduto in data 29.05.2011.l'attività di indagine partiva alla fine del 2009 da due querele presentate presso la dipendente stazione di Caserta da parte di due soggetti i quali credevano di aver acquistato un suolo nel cimitero di Caserta sul quale erigere una cappella gentilizia ma in realtà si accorgevano che su tale suolo veniva eretta altra cappella a nome di altra personale successive indagini dei carabinieri facevano emergere un sistema di truffe e falsi, del quale facevano parte dirigenti e dipendenti del comune di Caserta ed imprenditori edili del capoluogo, i quali, approfittando di un carente sistema di controllo nell'ambito cimiteriale, ponevano in essere tendenzialmente due fattispecie criminose: formare falsa documentazione amministrativa per concedere suoli cimiteriali a persone amiche che non ne avevano diritto; formare falsa documentazione amministrativa per truffare vari soggetti i quali (trovandosi a fronteggiare spesso l'improvvisa scomparsa di un congiunto) elargivano ingenti somme di denaro (tra i 25.000 ed i 40.000 euro) ottenendo la determina di assegnazione di un suolo cimiteriale o la cessione di una cappella già in costruzione per poi scoprire che in realtà tali suoli o cappelle erano di altre persone. Le vittime accertate di tali condotte allo stato attuale sono 54 per un volume di affari di circa 2 milioni di euro. Fonte : comunicato stampa
giovedì 1 settembre 2011
lunedì 22 agosto 2011
CARDIOPATIA ISCHEMICA.
Cardiopatia ischemica
Il miocardio è un organo il cui metabolismo è di tipo essenzialmente aerobico, basato cioè su reazioni ossidative che necessitano di un rifornimento costante e sufficiente di ossigeno; per ipossia o anossia si intende una carenza nell'apporto di ossigeno da parte delle arterie coronarie, condizione questa estremamente mal tollerata dal muscolo cardiaco.
Nel soggetto normale, a riposo, il sangue venoso refluo dal miocardio è molto povero di ossigeno, in conseguenza dell'estrazione dello stesso dal sangue arterioso. Infatti, prelevando sangue venoso dal seno coronarico la saturazione di O2 è all'incirca del 20%, dato questo che indica una estrazione a riposo pressoché massimale.
I fattori che determinano specificatamente il consumo di O2 da parte del miocardio sono la frequenza cardiaca, la contrattilità, il precarico ed il post-carico cardiaci, le caratteristiche meccaniche, cioè, dell'attività cardiaca.
Nel soggetto normale il rifornimento di ossigeno dalla circolazione coronarica è regolato in modo tale che in occasione di uno sforzo anche massimale, la domanda di ossigeno miocardica sia sempre ampiamente soddisfatta. Il miocardio normale, irrorato da arterie coronarie sane, non è quindi mai ipossico.
La malattia coronarica è definita dalla presenza di lesioni ateromatose a livello delle arterie coronarie (aterosclerosi coronarica), lesioni che limitano la circolazione coronarica da cui dipende il normale funzionamento del muscolo cardiaco; la compromissione cardiaca dipenderà dalla severità e dall'estensione della malattia coronarica.
Le lesioni sono generalmente localizzate nel tratto prossimale delle arterie (ma possono essere anche diffuse e colpirne le diramazioni più periferiche) e determinano un grado di ostruzione, o stenosi, più o meno severo.
La stenosi coronarica comporta una riduzione del flusso sanguigno e quindi un minore apporto di O2 al miocardio situato a valle della stenosi stessa, che diventa pertanto ipossico; come meccanismo di compenso a questa situazione, si determina una dilatazione a carico delle arteriole coronariche, allo scopo di mantenere un flusso sanguigno il più possibile adeguato.
Se la stenosi coronarica è moderata, il miocardio a valle potrà ricevere, a riposo, un rifornimento di O2 ancora sufficiente; quando la stenosi è severa (ostruzione del lume arterioso superiore all'80%) si creerà una situazione di ipossia o ischemia cronica, nonostante la vasodilatazione massimale delle arteriole coronariche.
Se la richiesta di O2 da parte del miocardio aumenta, ad es. in occasione di uno sforzo fisico, le lesioni stenotiche causano un ostacolo al rifornimento dell'O2 stesso, determinando quindi una situazione di ischemia. L'ischemia a sua volta comporta la comparsa dei segni di sofferenza miocardica, e cioè: anomalie metaboliche (produzione di acido lattico), depressione della funzione miocardica (insufficienza cardiaca), anomalie elettrocardiografiche, sintomatologia anginosa.
Va ricordato che, oltre al restringimento coronarico determinato dall'aterosclerosi, una situazione di ischemia miocardica può essere secondaria al cosiddetto spasmo coronarico. Per spasmo si intende un restringimento prolungato, intenso e localizzato di un tratto di arteria coronaria; esso può instaurarsi sia su arterie coronarie sane, sia su arterie coronarie aterosclerotiche.
Per quanto concerne i quadri clinici della cardiopatia ischemica, si possono distinguere diverse situazioni, definibili come fase acuta e fase cronica. Fanno parte del primo gruppo la morte improvvisa, generalmente per aritmie ventricolari gravi o blocchi A-V, l'angina pectoris, l'angina preinfartuale e l'infarto miocardico. La cardiopatia ischemica cronica è rappresentata dal quadro clinico cronico e stabilizzato riferibile alla coronaropatia aterosclerotica.
I principali fattori predisponenti alla malattia coronarica sono: l'ipertensione arteriosa, il fumo di sigarette, il diabete mellito, le iperlipoproteinemie primitive e secondarie, l'eccesso ponderale, il sedentarismo, l'iperuricemia, l'ipotiroidismo, lo stress.
La cardiopatia ischemica, che colpisce più frequentemente l'uomo rispetto alla donna, è da ritenersi una delle più comuni cause di morte nei Paesi industrializzati occidentali, superando notevolmente la mortalità conseguente al cancro. Su 100.000 abitanti, da 100 a 500 morti sono da ascriversi a tale patologia.
Si ricorda che negli ultimi anni si è registrata una graduale ma significativa riduzione della mortalità cardiovascolare, verosimilmente in relazione ai provvedimenti attuati per la correzione dei principali fattori di rischio, precedentemente elencati; tali provvedimenti configurano la cosiddetta prevenzione primaria della malattia coronarica.
La terapia può essere di ordine medico (farmaci antiischemici), chirurgico (rivascolarizzazione miocardica, soprattutto con by-pass aorto-coronarico) e riabilitativo. La riabilitazione del cardiopatico in effetti rappresenta il punto di contatto tra la malattia ischemica e l'attività fisica, e consiste, come precisa l'OMS, in una « serie di provvidenze da attuare allo scopo di ricondurre il paziente alle migliori condizioni fisiche, mentali e sociali possibili, compatibilmente con la suamenomazione ».
Per quanto concerne la riabilitazione del cardiopatico è necessario considerare diversi stadi e precisamente:
- fase acuta;
- fase di convalescenza;
- fase postconvalescenza e di stabilizzazione.
Le prime due sono normalmente svolte in ospedale e vanno dalla mobilizzazione precoce che comprende esercizi di ginnastica respiratoria, di mobilizzazione degli arti sino alla ripresa della stazione eretta, e del cammino prima in piano e poi per le scale in discesa. Tutte queste fasi sono costantemente sotto controllo con monitoraggio.
Allorquando, dopo circa 6 settimane, il soggetto entra nella fase di postconvalescenza e di stabilizzazione, se non esistono controindicazioni, l'attività fisica verrà gradualmente incrementata con lavoro al cicloergometro o su ergometro trasportatore o mediante il cammino libero, ricorrendo ancora periodicamente a controllo specialistico con registrazione di elettrocardiogramma nel corso dell'attività prevista. Inizialmente il soggetto pedalerà per circa 8 minuti due volte al giorno a 50 pedalate al minuto a 200 kgm/min (33 W) di carico per portarsi progressivamente dopo un mese a 15 min con 60 pedalate al minuto e con un carico di 450 kgm/min (75 W).
La fase di mantenimento dopo circa altri due mesi comporterà un lavoro giornaliero di 15 min a 60 pedalate al minuto e con un carico di 600 kgm/min (100 W).
Qualora il soggetto preferisca camminare o non abbia a disposizione un cicloergometro, inizierà camminando per 12 min e percorrendo in tale tempo circa 800 m in piano. Dopo un mese, passerà a percorrere in 20 min 2 km, per arrivare, dopo altri due mesi, ad un programma di mantenimento che consiste nel camminare per 30 min percorrendo 3 km.
Successivamente, se non esistono controindicazioni sul piano medico in base ai controlli periodici, sarà possibile la ripresa di attività sportive che non comportino un dispendio superiore ai 7-8 MET.
Il miocardio è un organo il cui metabolismo è di tipo essenzialmente aerobico, basato cioè su reazioni ossidative che necessitano di un rifornimento costante e sufficiente di ossigeno; per ipossia o anossia si intende una carenza nell'apporto di ossigeno da parte delle arterie coronarie, condizione questa estremamente mal tollerata dal muscolo cardiaco.
Nel soggetto normale, a riposo, il sangue venoso refluo dal miocardio è molto povero di ossigeno, in conseguenza dell'estrazione dello stesso dal sangue arterioso. Infatti, prelevando sangue venoso dal seno coronarico la saturazione di O2 è all'incirca del 20%, dato questo che indica una estrazione a riposo pressoché massimale.
I fattori che determinano specificatamente il consumo di O2 da parte del miocardio sono la frequenza cardiaca, la contrattilità, il precarico ed il post-carico cardiaci, le caratteristiche meccaniche, cioè, dell'attività cardiaca.
Nel soggetto normale il rifornimento di ossigeno dalla circolazione coronarica è regolato in modo tale che in occasione di uno sforzo anche massimale, la domanda di ossigeno miocardica sia sempre ampiamente soddisfatta. Il miocardio normale, irrorato da arterie coronarie sane, non è quindi mai ipossico.
La malattia coronarica è definita dalla presenza di lesioni ateromatose a livello delle arterie coronarie (aterosclerosi coronarica), lesioni che limitano la circolazione coronarica da cui dipende il normale funzionamento del muscolo cardiaco; la compromissione cardiaca dipenderà dalla severità e dall'estensione della malattia coronarica.
Le lesioni sono generalmente localizzate nel tratto prossimale delle arterie (ma possono essere anche diffuse e colpirne le diramazioni più periferiche) e determinano un grado di ostruzione, o stenosi, più o meno severo.
La stenosi coronarica comporta una riduzione del flusso sanguigno e quindi un minore apporto di O2 al miocardio situato a valle della stenosi stessa, che diventa pertanto ipossico; come meccanismo di compenso a questa situazione, si determina una dilatazione a carico delle arteriole coronariche, allo scopo di mantenere un flusso sanguigno il più possibile adeguato.
Se la stenosi coronarica è moderata, il miocardio a valle potrà ricevere, a riposo, un rifornimento di O2 ancora sufficiente; quando la stenosi è severa (ostruzione del lume arterioso superiore all'80%) si creerà una situazione di ipossia o ischemia cronica, nonostante la vasodilatazione massimale delle arteriole coronariche.
Se la richiesta di O2 da parte del miocardio aumenta, ad es. in occasione di uno sforzo fisico, le lesioni stenotiche causano un ostacolo al rifornimento dell'O2 stesso, determinando quindi una situazione di ischemia. L'ischemia a sua volta comporta la comparsa dei segni di sofferenza miocardica, e cioè: anomalie metaboliche (produzione di acido lattico), depressione della funzione miocardica (insufficienza cardiaca), anomalie elettrocardiografiche, sintomatologia anginosa.
Va ricordato che, oltre al restringimento coronarico determinato dall'aterosclerosi, una situazione di ischemia miocardica può essere secondaria al cosiddetto spasmo coronarico. Per spasmo si intende un restringimento prolungato, intenso e localizzato di un tratto di arteria coronaria; esso può instaurarsi sia su arterie coronarie sane, sia su arterie coronarie aterosclerotiche.
Per quanto concerne i quadri clinici della cardiopatia ischemica, si possono distinguere diverse situazioni, definibili come fase acuta e fase cronica. Fanno parte del primo gruppo la morte improvvisa, generalmente per aritmie ventricolari gravi o blocchi A-V, l'angina pectoris, l'angina preinfartuale e l'infarto miocardico. La cardiopatia ischemica cronica è rappresentata dal quadro clinico cronico e stabilizzato riferibile alla coronaropatia aterosclerotica.
I principali fattori predisponenti alla malattia coronarica sono: l'ipertensione arteriosa, il fumo di sigarette, il diabete mellito, le iperlipoproteinemie primitive e secondarie, l'eccesso ponderale, il sedentarismo, l'iperuricemia, l'ipotiroidismo, lo stress.
La cardiopatia ischemica, che colpisce più frequentemente l'uomo rispetto alla donna, è da ritenersi una delle più comuni cause di morte nei Paesi industrializzati occidentali, superando notevolmente la mortalità conseguente al cancro. Su 100.000 abitanti, da 100 a 500 morti sono da ascriversi a tale patologia.
Si ricorda che negli ultimi anni si è registrata una graduale ma significativa riduzione della mortalità cardiovascolare, verosimilmente in relazione ai provvedimenti attuati per la correzione dei principali fattori di rischio, precedentemente elencati; tali provvedimenti configurano la cosiddetta prevenzione primaria della malattia coronarica.
La terapia può essere di ordine medico (farmaci antiischemici), chirurgico (rivascolarizzazione miocardica, soprattutto con by-pass aorto-coronarico) e riabilitativo. La riabilitazione del cardiopatico in effetti rappresenta il punto di contatto tra la malattia ischemica e l'attività fisica, e consiste, come precisa l'OMS, in una « serie di provvidenze da attuare allo scopo di ricondurre il paziente alle migliori condizioni fisiche, mentali e sociali possibili, compatibilmente con la suamenomazione ».
Per quanto concerne la riabilitazione del cardiopatico è necessario considerare diversi stadi e precisamente:
- fase acuta;
- fase di convalescenza;
- fase postconvalescenza e di stabilizzazione.
Le prime due sono normalmente svolte in ospedale e vanno dalla mobilizzazione precoce che comprende esercizi di ginnastica respiratoria, di mobilizzazione degli arti sino alla ripresa della stazione eretta, e del cammino prima in piano e poi per le scale in discesa. Tutte queste fasi sono costantemente sotto controllo con monitoraggio.
Allorquando, dopo circa 6 settimane, il soggetto entra nella fase di postconvalescenza e di stabilizzazione, se non esistono controindicazioni, l'attività fisica verrà gradualmente incrementata con lavoro al cicloergometro o su ergometro trasportatore o mediante il cammino libero, ricorrendo ancora periodicamente a controllo specialistico con registrazione di elettrocardiogramma nel corso dell'attività prevista. Inizialmente il soggetto pedalerà per circa 8 minuti due volte al giorno a 50 pedalate al minuto a 200 kgm/min (33 W) di carico per portarsi progressivamente dopo un mese a 15 min con 60 pedalate al minuto e con un carico di 450 kgm/min (75 W).
La fase di mantenimento dopo circa altri due mesi comporterà un lavoro giornaliero di 15 min a 60 pedalate al minuto e con un carico di 600 kgm/min (100 W).
Qualora il soggetto preferisca camminare o non abbia a disposizione un cicloergometro, inizierà camminando per 12 min e percorrendo in tale tempo circa 800 m in piano. Dopo un mese, passerà a percorrere in 20 min 2 km, per arrivare, dopo altri due mesi, ad un programma di mantenimento che consiste nel camminare per 30 min percorrendo 3 km.
Successivamente, se non esistono controindicazioni sul piano medico in base ai controlli periodici, sarà possibile la ripresa di attività sportive che non comportino un dispendio superiore ai 7-8 MET.
sabato 20 agosto 2011
L'ODIO!
Dove non c'è amore,regna l'odio e l'odio genera frutti amari: " sofferenza,solitudine e morte dell'esistenza e dello spirito".
CESSIONE DI FABBRICATO.
Cessione di fabbricato
La denuncia di cessione fabbricato è un obbligo che riguarda il proprietario di un immobile che affitta, vende o comunque consente, a qualsiasi titolo l'uso esclusivo, di un immobile o parte di esso, per un periodo superiore a trenta giorni.
In tali casi,( previsti dall'art.12 del decreto legge 21.03.1978 n.59 convertito in legge il 18.05.1978 n.191), il titolare dell'immobile deve presentare la comunicazione in questura entro 48 ore dalla cessione, compilando un modulo da consegnare all'Autorità Locale di Pubblica Sicurezza (Questura / Commissariato di Pubblica Sicurezza/ Municipio, se si tratta di comuni dove non ha sede una Questura o un Commissariato di P.S.) oppure da inviare per posta, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, agli stessi uffici.
Recentemente però l'art.3 comma 3 del D.L 14.03.2011 n.23 (con decorrenza 7.04.2011) ha stabilito che non sussiste più l'obbligo della comunicazione di "cessione di fabbricato" qualora sia stato registrato il contratto di locazione. L'art.3 comma 6 dello stesso decreto prevede tuttavia che la comunicazione deve essere ugualmente inoltrata se la locazione ad uso abitativo è effettuata nell'esercizio di un'attività d'impresa o di arti e professioni. L'art. 5 comma 1 lettera d) e comma 4 del D.L. 13.05.2011 n.70 (con decorrenza 14.05.2011) ha estesotale esenzione dall'obbligo di comunicare l'avvenuta cessione anche ai casi di compravendita di immobili o di diritti immobiliari, per cui sia avvenuta la registrazione.
Per ulteriori chiarimenti è possibile consultare la circolare dell'Agenzia delle Entrate.
La denuncia di cessione fabbricato è un obbligo che riguarda il proprietario di un immobile che affitta, vende o comunque consente, a qualsiasi titolo l'uso esclusivo, di un immobile o parte di esso, per un periodo superiore a trenta giorni.
In tali casi,( previsti dall'art.12 del decreto legge 21.03.1978 n.59 convertito in legge il 18.05.1978 n.191), il titolare dell'immobile deve presentare la comunicazione in questura entro 48 ore dalla cessione, compilando un modulo da consegnare all'Autorità Locale di Pubblica Sicurezza (Questura / Commissariato di Pubblica Sicurezza/ Municipio, se si tratta di comuni dove non ha sede una Questura o un Commissariato di P.S.) oppure da inviare per posta, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, agli stessi uffici.
Recentemente però l'art.3 comma 3 del D.L 14.03.2011 n.23 (con decorrenza 7.04.2011) ha stabilito che non sussiste più l'obbligo della comunicazione di "cessione di fabbricato" qualora sia stato registrato il contratto di locazione. L'art.3 comma 6 dello stesso decreto prevede tuttavia che la comunicazione deve essere ugualmente inoltrata se la locazione ad uso abitativo è effettuata nell'esercizio di un'attività d'impresa o di arti e professioni. L'art. 5 comma 1 lettera d) e comma 4 del D.L. 13.05.2011 n.70 (con decorrenza 14.05.2011) ha estesotale esenzione dall'obbligo di comunicare l'avvenuta cessione anche ai casi di compravendita di immobili o di diritti immobiliari, per cui sia avvenuta la registrazione.
Per ulteriori chiarimenti è possibile consultare la circolare dell'Agenzia delle Entrate.
mercoledì 17 agosto 2011
Cassazione: inquilino cade da scale buie? Proprietario paga danni anche se non è stato avvisato della necessità della riparazione
In tema di responsabilità per cose in custodia, con la sentenza n.16422, depositata il 27 luglio 2011, la terza sezione civile della Corte di Cassazione ha stabilito che nel caso in cui l'assegnatario dell'alloggio popolare cade dalle scale buie della palazzina, sbaglia il giudice del merito a escludere la responsabilità ex articolo 2051 Cc dell'ente proprietario del fabbricato ritenendo non dimostrato l'obbligo di custodia per assunta inosservanza, da parte del conduttore, dell'onere di dare avviso al locatore che vi fosse necessità di riparazione della cosa. I giudici di legittimità, annullando la sentenza dei giudici territoriali, hanno spiegato che malgrado il contratto di locazione comporti il trasferimento al conduttore dell'uso e del godimento sia della singola unità immobiliare sia dei servizi accessori e delle parti comuni dello edificio, una siffatta detenzione non esclude i poteri di controllo, di vigilanza e, in genere, di custodia spettanti al proprietario-locatore, il quale conserva un effettivo potere fisico sulla entità immobiliare locata - ancorché in un ambito in parte diverso da quello in cui si esplica il potere di custodia del conduttore - con conseguente obbligo di vigilanza sullo stato di conservazione delle strutture edilizie e sull'efficienza degli impianti.
Scarica il testo della sentenza 16422/2011
(Data: 13/08/2011 11.00.00 - Autore: Luisa Foti)
Scarica il testo della sentenza 16422/2011
(Data: 13/08/2011 11.00.00 - Autore: Luisa Foti)
mercoledì 27 luglio 2011
PROBLEMATICA IDRICA SUL TERRITORIO ( VALLE MARTELLA)
Si comunica che a seguito di numerosi solleciti per la problematica idrica sul territorio,a richiesta di alcune persone, questo dirigente regionale che con il proprio gruppo, si è riunito con urgenza con alcuni residenti di Zagarolo centro e Valle Martella e durante l'incontro sono state raccolte le lamentele sulla mancanza di approviggionamento idrico delle famiglie per i primari fabbisogni, nell'incontro ci siamo impegnati a rappresentare, sia a l'amministrazione locale che al garante per il servizio idrico regionale,l'annosa problematica.
Fiduciosi che da parte degli organi preposti si vorrà risolvere il problema e grata l'occasione per porgere distinti saluti a tutti.
PROCACCINI MARIO - FABRIZI ALDO - ELIO SENSOLINI - DI MICHELE GIANCARLO
Fiduciosi che da parte degli organi preposti si vorrà risolvere il problema e grata l'occasione per porgere distinti saluti a tutti.
PROCACCINI MARIO - FABRIZI ALDO - ELIO SENSOLINI - DI MICHELE GIANCARLO
venerdì 8 luglio 2011
OGGI 62 ANNI DI FELICITA'.

NONOSTANTE LE AVVERSITA' DELLA VITA ,POSSO DIRE AL MIO 62° ANNO DI AVER TRASCORSO UNA BUONA E FELICE VITA CHE HA CONTRIBUITO A FORMARMI CARATTERIALMENTE E QUESTO LO DEVO ANCHE A TUTTI I CONOSCENTI ,GLI AMICI MA, SOPRATTUTTO ALLA MIA MERAVIGLIOSA FAMIGLIA,CON LA SPERANZA DI PROSEGUIRE ALLO STESSO MODO PER GLI ANNI AVVENIRE.
lunedì 4 luglio 2011
SANATORIA"URBANISTICA" tar campania
T.A.R. Campania (NA) Sez. VII n. 2562 del 6 maggio 2011
Urbanistica. Sanatoria
Dal chiaro tenore letterale dell’articolo 36 del D.P.R. n. 380/2001 (che ha sostituito l’art. 13 della legge n. 47/1985) si desume che il rilascio del permesso di costruire in sanatoria consegue necessariamente ad un’istanza dell’interessato, mentre al Comune compete, ai sensi dell’art. 27, comma 1, del D.P.R. n. 380/2001, l’esercizio della vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia che si svolge nel territorio comunale. Pertanto, una volta accertata l’esecuzione di opere in assenza del prescritto permesso di costruire, l’Amministrazione comunale deve senz’altro disporne la demolizione, non essendo tenuta a valutare preventivamente la sanabilità delle stesse
N. 02562/2011 REG.PROV.COLL.
N. 03531/2007 REG.RIC.
Urbanistica. Sanatoria
Dal chiaro tenore letterale dell’articolo 36 del D.P.R. n. 380/2001 (che ha sostituito l’art. 13 della legge n. 47/1985) si desume che il rilascio del permesso di costruire in sanatoria consegue necessariamente ad un’istanza dell’interessato, mentre al Comune compete, ai sensi dell’art. 27, comma 1, del D.P.R. n. 380/2001, l’esercizio della vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia che si svolge nel territorio comunale. Pertanto, una volta accertata l’esecuzione di opere in assenza del prescritto permesso di costruire, l’Amministrazione comunale deve senz’altro disporne la demolizione, non essendo tenuta a valutare preventivamente la sanabilità delle stesse
N. 02562/2011 REG.PROV.COLL.
N. 03531/2007 REG.RIC.
sabato 2 luglio 2011
LA POLITICA NON TAGLIA I RAMI SU CUI E' SEDUTA!
LA POLITICA NON TAGLIA I RAMI SU CUI È SEDUTA
Mettiamoci l’anima in pace. La Riforma che tutti aspettano, la più amata dagli italiani, non verrà mai. Chi si aspettava qualcosa dalla Manovra dovrà accontentarsi di briciole. Parlo della Grande Riforma della Politica, i tagli alla casta per intenderci. Berlusconi avrebbe tutto l’interesse a farla, sarebbe per lui un trionfo. Manon può farla. Perché una vera riforma della politica non può essere varata dalla politica. La riforma che chiede il Paese contrappone in modo inconciliabile il popolo sovrano al parlamento. Chi realmente tentasse di dimezzare il costo della politica perderebbe la maggioranza in parlamento perché nessun parlamento decreta la propria amputazione. La classe politica non taglia i rami su cui è seduta. La formula magica è dimezzare: da mille a cinquecento parlamentari, dimezzate le authority, i consigli d’amministrazione, il personale di supporto, auto blu, pensioni e benefit, comunità montane; le Province in alternativa alle Regioni, o le une o le altre, o meglio una via di mezzo: al loro posto distretti omogenei che ricalchino grosso modo le trentotto circoscrizioni elettorali di un tempo. La politica dimezzata sarebbe l’equivalente in risparmi di una finanziaria all’anno, selezionerebbe e responsabilizzerebbe il personale politico, dimezzerebbe i rischi di corruzione e malaffare, ridarebbe fiducia ai cittadini, darebbe più volontariato in politica. Ma se non ci riesce Berlusconi, ancor meno ci possono riuscire le coalizioni di partiti. E soprattutto la sinistra, che vive di politica a tempo pieno. Sul piano fiscale la riforma Tremonti è la più lieve ed efficace
che si potesse varare in queste condizioni. Altri avrebbero fatto peggio. Ma i taglietti, venti indennità di ministri o robetta del genere, sono solo doni simbolici alla sovranità popolare, sacrifici offerti al Moloch per placarlo. Niente più, e non per colpa di Tremonti. Raccogliete firme, indite referendum, aizzate i magistrati, sollevate la protesta, ma riforme così può farle solo un premier con ampi poteri, indipendente dal parlamento. Cioè se davvero ci fosse un sovrano assoluto o quasi. Ma il costo, a quel punto, rischia di superare il ricavo.
fonte: Il Giornale – 2 luglio 2011 – articolo di Marcello Veneziani
Mettiamoci l’anima in pace. La Riforma che tutti aspettano, la più amata dagli italiani, non verrà mai. Chi si aspettava qualcosa dalla Manovra dovrà accontentarsi di briciole. Parlo della Grande Riforma della Politica, i tagli alla casta per intenderci. Berlusconi avrebbe tutto l’interesse a farla, sarebbe per lui un trionfo. Manon può farla. Perché una vera riforma della politica non può essere varata dalla politica. La riforma che chiede il Paese contrappone in modo inconciliabile il popolo sovrano al parlamento. Chi realmente tentasse di dimezzare il costo della politica perderebbe la maggioranza in parlamento perché nessun parlamento decreta la propria amputazione. La classe politica non taglia i rami su cui è seduta. La formula magica è dimezzare: da mille a cinquecento parlamentari, dimezzate le authority, i consigli d’amministrazione, il personale di supporto, auto blu, pensioni e benefit, comunità montane; le Province in alternativa alle Regioni, o le une o le altre, o meglio una via di mezzo: al loro posto distretti omogenei che ricalchino grosso modo le trentotto circoscrizioni elettorali di un tempo. La politica dimezzata sarebbe l’equivalente in risparmi di una finanziaria all’anno, selezionerebbe e responsabilizzerebbe il personale politico, dimezzerebbe i rischi di corruzione e malaffare, ridarebbe fiducia ai cittadini, darebbe più volontariato in politica. Ma se non ci riesce Berlusconi, ancor meno ci possono riuscire le coalizioni di partiti. E soprattutto la sinistra, che vive di politica a tempo pieno. Sul piano fiscale la riforma Tremonti è la più lieve ed efficace
che si potesse varare in queste condizioni. Altri avrebbero fatto peggio. Ma i taglietti, venti indennità di ministri o robetta del genere, sono solo doni simbolici alla sovranità popolare, sacrifici offerti al Moloch per placarlo. Niente più, e non per colpa di Tremonti. Raccogliete firme, indite referendum, aizzate i magistrati, sollevate la protesta, ma riforme così può farle solo un premier con ampi poteri, indipendente dal parlamento. Cioè se davvero ci fosse un sovrano assoluto o quasi. Ma il costo, a quel punto, rischia di superare il ricavo.
fonte: Il Giornale – 2 luglio 2011 – articolo di Marcello Veneziani
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