martedì 28 ottobre 2008

Valle Martella rischio inquinamento ?

Assessore SARACINI le acque qui rappresentate da chi sono state analizzate ?
Chi ha certificato il non inquinamento ? Possibile che il tutto non abbia richiamato la sua attenzione ?
L'assessore all'ambiente dovrebbe essere il primo a proteggere il territorio Comunale e di conseguenza i cittadini.
Senza procurarle eccessivo ed ulteriore lavoro........gradirei una sua risposta.





10 commenti:

Anonimo ha detto...

ma la smetti di fare lo scemo !

Anonimo ha detto...

pensavo che la madonna di Lurd ti avrebbe portato a miti consigli... mi sembra proprio di no !

Anonimo ha detto...

fatece capì! dai precedenti post mi pare che volete continuare a farvi inquinare o sbaglio!!!

Anonimo ha detto...

Non esiste il pericolo inquinamento,fai puro terrirismo informativo ,mi viene voglia di denunciarTi.

rr ha detto...

Non esiste il pericolo inquinamento....
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prima di dirlo io credo che sia il caso di verificare; vedere anche chi scarica in quel fosso...
se non ci sono problemi, meglio per tutti, senza alterarsi più di tanto, altrimenti la cosa mi pare sospetta!!!!

Anonimo ha detto...

Non esiste il pericolo inquinamento,fai puro terrirismo informativo ,mi viene voglia di denunciarTi.
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chiedi a quel signore che disse come privato cittadino sento un cattivo odore- ma come........ e tutto apposto

Anonimo ha detto...

Non esiste il pericolo inquinamento,fai puro terrirismo informativo ,mi viene voglia di denunciarTi.

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fai pure così vedremo chi sei.

Anonimo ha detto...

ma quel signore se cosi si puo definire,non sara mica Saracini!!!!!Che uomo!!!!La sente in una veste ,ma non la sente da assessore,che avvocato con gli attribbuti!!!!Chissà se mettendogli la suppostina avrà più sensibilità.....

Mario Procaccini ha detto...

Prima o poi doveva succedere.
Ai sindaci di Napoli la Corte dei Conti presenta il conto:quattro milioni e 225.827 euro. E'
l'ammontare del danno erariale che - come scrive oggi, domenica 26 ottobre, il quotidiano Il Mattino - la procura regionale della Corte dei
Conti individua a carico del sindaco di Napoli Rosa Iervolino e dei suoi predecessori, Antonio Bassolino e Riccardo Marone, nell'ambito delle indagini sul consorzio di bacino Napoli 5, l'ente che aveva assunto 362 dipendenti per la raccolta
differenziata pagandoli per anni ma senza farli lavorare.
La vicenda del consorzio, nota da tempo, è al centro da alcuni mesi di una indagine aperta dalla procura della Corte dei Conti. Gli accertamenti sono ancora in fase istruttoria, ma è stato già quantificato il danno erariale di cui a giudizio degli inquirenti sarebbero responsabili gli ultimi tre sindaci di Napoli. Danno relativo non solo all'aver pagato inutilmente gli operai del consorzio, ma anche agli oneri derivanti dal mancato avvio della differenziata

Anonimo ha detto...

Norme di indirizzo per la salvaguardia e la conservazione delle aree demaniali e la costituzione di parchi fluviali e di aree protette.

IL COMITATO ISTITUZIONALE

Atteso:

- che con delibera 1/5 del 29.03.1996 aveva provveduto a costituire un Gruppo di ricerca applicata per la elaborazione di criteri di gestione degli ambiti fluviali, affidando ad esso la redazione di proposte per la formulazione di direttive e/o indirizzi per la corretta gestione e manutenzione delle golene e delle basse sponde nei tratti arginati, e di criteri per la salvaguardia e la conservazione delle aree demaniali e la costituzione di parchi fluviali e lacuali e di aree protette;

- che con la delibera 3/2 del 2.10.96, sulla base delle proposte predisposte dal Gruppo, ha provveduto ad approvare norme di indirizzo per la gestione e manutenzione dei corsi d’acqua del bacino Reno nei tratti arginati;

- che il Gruppo di ricerca ha concluso la sua attività elaborando proposte in merito alle azioni di salvaguardia e alla conservazione delle aree demaniali lungo i corsi d’acqua e a criteri generali per la individuazione delle aree da destinare a parco fluviale, per la redazione di progetti di intervento e per l’esecuzione degli interventi stessi;

- che il Comitato Tecnico ha esaminato tali proposte nella seduta del 29 novembre 96, esprimendo parere favorevole;

Considerato:

- che le proposte sopracitate costituiscono una prima attuazione delle attività di programmazione e pianificazione specificatamente previste dall’art. 3, lettera n) della L. 183/89 e quindi rientrano pienamente nella competenza dell’Autorità di Bacino;

- che, in attesa della più esatta definizione delle aree di pertinenza fluviale per i corsi d’acqua principali dell’intero bacino, esse sono volte alla salvaguardia e alla conservazione delle aree demaniali e di proprietà pubblica finitime ai corsi d’acqua comunque ricomprese nella zonazione prevista dall’art. 17 del PTPR della Regione Emilia-Romagna - Zone di tutela dei caratteri ambientali di laghi, bacini e corsi d’acqua;

- che le stesse aree, in quanto direttamente connesse con i corsi d’acqua, sono portatrici di un valore ecologico ed ambientale intrinseco irriproducibile;

Valutato che appare pertanto opportuno procedere:

a) ad adottare criteri guida per l’azione dei soggetti competenti in dette aree che ne assicurano la salvaguardia, la conservazione e la riqualificazione in funzione ecologica ed ambientale;

b) a definire i criteri generali per l’individuazione delle aree da destinare a parco fluviale, per la redazione di progetti di intervento, per l’esecuzione degli interventi stessi;

- su proposta del Presidente;

- a voti unanimi e palesi;

delibera

a) di approvare le "norme di indirizzo per la salvaguardia e la conservazione delle aree demaniali e la costituzione di parchi fluviali e lacuali e di aree protette" di seguito riportate: "NORME DI INDIRIZZO PER LA SALVAGUARDIA E LA CONSERVAZIONE DELLE AREE DEMANIALI E LA COSTITUZIONE DI PARCHI FLUVIALI E LACUALI E DI AREE PROTETTE"

I - AREE DEMANIALI

A) La salvaguardia e la conservazione delle aree demaniali lungo i corsi d'acqua del bacino idrografico si attua con le seguenti prioritarie azioni:

1- il mantenimento e l'acquisizione della massima estensione possibile di aree demaniali e di proprietà pubblica a lato dei corsi d'acqua, in quanto tali aree hanno un valore ecologico ed ambientale intrinseco irriproducibile. E' perciò opportuno sospendere qualsiasi processo di alienazione di beni immobili patrimoniali pubblici, anche se non più inondabili, già di pertinenza fluviale.

2- l'attivazione di interventi tendenti alla riqualificazione ecologico ed ambientale della regione fluviale, cosi come definita nell'allegato A della delibera 3/2 del 2.10.1996 del Comitato Istituzionale.

B) Tali azioni devono essere compiute di concerto da tutti gli Uffici della Pubblica Amministrazione, ognuno per le proprie specifiche funzioni e con i relativi oneri finanziari.

C) Le aree demaniali dovranno essere consegnate prioritariamente ad Enti locali per la conservazione ed il miglioramento della qualità ambientale delle stesse.

D) La concessione di aree demaniali a privati deve essere finalizzata al conseguimento dei medesimi obiettivi del punto C), da raggiungere mediante l'uso di pratiche agricole (tipologia di colture, lavorazione del terreno, colture biologiche, impiego di concimi e fitofarmaci) tendenti alla riqualificazione ecologica ed ambientale, che saranno indicate con apposite Direttive dell'Autorità di Bacino.

E) Più in generale, per quanto riguarda il territorio del bacino ricompreso nella regione Emilia-Romagna, vale il disposto degli artt. 17 e 18 del PTPR relativi alle "Zone di tutela dei caratteri ambientali di laghi e corsi d'acqua".

F) Ai fini della salvaguardia e conservazione delle aree demaniali si individuano tre categorie:

1- aree demaniali comprese in centri abitati, delimitati ai sensi dei PRG comunali. Massimo utilizzo pubblico mediante revoca di concessioni a privati da parte del Dipartimento del Territorio del Ministero delle Finanze e consegna delle aree demaniali a richiesta dei Comuni in quanto gli stessi partecipano, con la manutenzione e gestione delle aree, al raggiungimento delle finalità della Legge 183/89.

2- aree demaniali fuori da centri abitati ma oggetto di progetti di riqualificazione ecologica ed ambientale:

Dopo l'approvazione del progetto da parte degli Uffici competenti vengono estesi a queste aree i criteri validi per le aree demaniali di cui al precedente punto 1.

3- aree demaniali fuori da centri abitati:

applicazione dei criteri generali per la concessioni a privati di cui al precedente punto D).

II) COSTITUZIONE DI PARCHI FLUVIALI E LACUALI

A) L'individuazione delle aree da destinare a parchi fluviali da parte dei Comuni dovrà fare riferimento ai seguenti criteri generali:

- ricomprendere ambienti i cui caratteri naturali siano ben conservati, od anche fortemente modificati dall'opera dell'uomo, per una loro rinaturalizzazione;

- ricomprendere i terrazzi fluviali idraulicamente connessi con i corsi d'acqua;

- ricomprendere le proprietà demaniali;

- garantire alla fascia fluviale destinata a parco la massima continuità;

- garantire adeguate soluzioni gestionali atte ad assicurare la corretta manutenzione ordinaria periodica di tutta l'area del parco.

B) I progetti di interventi per la riqualificazione ecologica ed ambientale dei corsi d'acqua devono essere corredati da apposite analisi che documentino gli elementi di conoscenza di base che supportano le previsioni di progetto. Tali analisi riguarderanno:

1- morfologia ed idrologia del corso d'acqua;

2- censimento delle opere idrauliche presenti;

3- descrizione della qualità ambientale mediante:

· carta fisionomico-strutturale della vegetazione;

· carta dell'uso del suolo;

· carta del rischio idraulico;

· analisi delle zoocenosi e delle comunità macrozoobentoniche indicatrici e relative mappe di qualità degli habitat fluviali;

· analisi chimiche della qualità delle acque e dei sedimenti fluviali e lacuali;

4- normativa urbanistica in vigore nella regione fluviale di riferimento

5- repertorio dei progetti e lavori eseguiti nel tratto del corso d'acqua.

6- ogni altra analisi utile a supportare le scelte progettuali

C) Le analisi a scala più vasta relative ai punti precedenti sono da assumere presso l'Autorità di Bacino ed i Servizi Statali, Regionali e Provinciali. La progettazione dovrà, se necessario, completare e meglio definire le informazioni già disponibili.

D) I criteri di massima ai quali ci si dovrà attenere per realizzare interventi migliorativi della qualità ambientale dei corsi d'acqua sono i seguenti:

1- all'interno delle aree inondabili l'obiettivo primario è la tutela dell'ecosistema e dell'ambiente fluviale mediante interventi di manutenzione dell'alveo e della vegetazione. Tali interventi dovranno attenersi alle norme di indirizzo di cui alla delibera n°3/2 in data 2.10.1996 del Comitato Istituzionale.

2- aree attrezzate non possono essere previste all'interno delle aree inondabili

3- consentire la massima percorribilità pedonale e con mezzi non a motore della regione fluviale mediante la formazione di piste e la loro manutenzione.

4- tutti gli interventi in aree demaniali devono essere autorizzati dal Servizio pubblico competente in materia idraulica.

E) All'Autorità di Bacino devono essere inviati, per conoscenza, tutti i progetti relativi a regioni fluviali al fine di un loro coordinamento.

b) di trasmetterle, in quanto strumento di attuazione della lettera n) dell’art. 3 della L. 183/89 e dell’art. 8 della L. 37/94, al Dipartimento del Territorio del Ministero delle Finanze con competenza nel territorio del bacino del Reno, al fine di assicurare la necessaria operatività delle stesse per le aree demaniali;

c) di trasmetterle alle Amministrazioni Provinciali e Comunali e alle Comunità Montane il cui territorio è ricompreso in tutto o in parte nel bacino del Reno;

d) di stabilire che i Servizi Provinciali Difesa del Suolo e Geni Civili operanti nel territorio del bacino Reno, nell’ambito dei progetti di propria competenza e nella espressione del parere sugli interventi di cui al titolo II delle predette norme - Costituzione di parchi fluviali e lacuali, dovranno dare atto della avvenuta osservanza delle prescrizioni e dei criteri progettuali in esse contenute.



IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE

Forte Clò Renato Cocchi